bio

Non è mai troppo tardi per capire che cosa “fare da grande” e se ve lo dico io ci potete credere. Non sono più una teen ager ma riesco ancora a passare con disinvoltura dalle sneakers ai tacchi alti in men che non si dica. Sono soprattutto riuscita a lanciarmi senza paracadute nella meravigliosa esperienza di condivisione con gli amici della passione che da sempre mi anima: le scarpe!

Sin da piccola, ma parecchio piccola, non sognavo altro che poter possedere una quantità notevole di calzature, ma non di ogni modello e colore, già avevo le idee piuttosto chiare e cercavo di imporre ad ogni acquisto di mia madre la mia seppur acerba autorità in campo. Sono in continua ricerca del bello e la mia propensione all’arte e a tutto ciò che sottende o ispira, ha sempre denotato il mio operato.

Considero arte ogni forma espressiva che possa suscitare emozioni nell’interlocutore, ogni intervento atto a modificare un elemento naturale in opera da ammirare. Un pellame conciato e modificato per ottenere effetti su una borsa o una calzatura, una fotografia, un quadro, un abito, una stoffa tessuta ad arte, un mobile antico come di design, il corpo di un ballerino che è stato forgiato da anni di preparazione e dedizione, un murales, un vino da apprezzare, sono per me fonte di ispirazione e, se possibile, elemento da condividere con altri.

Geneticamente castana, a volte bionda per scelta, ammiro chi non tende a modificarsi per compiacere volontà altre se non la propria; istintiva, naturalmente empatica, in gioventù tendevo a “spiccare voli pindarici” verso gli estremi. Per me le sfumature di grigio non esistevano e tutto risultava bianco o nero. Oggi con la maturità, se la vogliamo proprio chiamare maturità, esistono anche altre nuances, ma la tendenza agli estremi è rimasta. 

 

Angela Guidi